
Il 30 marzo scorso, Sassetta ha celebrato un traguardo importante: il suo zafferano, conosciuto con il marchio registrato “Zaffo”, è entrato ufficialmente nella prestigiosa rete di Slow Food. Questo movimento internazionale, nato in Italia nel 1986, promuove un’alimentazione consapevole, sostenibile e rispettosa delle tradizioni locali, valorizzando i piccoli produttori e le varietà autoctone. Grazie all’impegno di sei coltivatori – Eleonora e Paolo Lorenzelli, Elisabetta Serni e il marito Franco Garzella, Laura Carciola e Massimo Martine – è nata una piccola filiera che non solo esalta la qualità dello zafferano locale, ma favorisce anche il turismo. L’evento ha avuto luogo nella sala Consiliare del comune di Sassetta: un occasione in più per festeggiare il passaggio di testimone tra Antonella Nencini e Sandro Tucci alla guida della Condotta Slow Food Costa Etrusca. Ristoranti, bar, aziende del territorio, commercianti e albergatori collaborano per far conoscere questa eccellenza, creando un vero e proprio circuito virtuoso.Tutto è iniziato nell’agosto 2023, quando il gruppo ha piantato a mano oltre ventimila bulbi di crocus. Tre mesi dopo, all’alba, è avvenuta la prima raccolta, seguita dalla spetalatura, dall’essiccazione e da due mesi di riposo al buio, fino a ottenere il primo prezioso raccolto. Così è nata “Lo Zaffo” – la comunità dello zafferano di Sassetta – che oggi porta avanti anche un progetto di educazione alimentare inaugurerà un nuovo “locale amico”. Lo zafferano viene confezionato con cura in minuscole boccette di vetro da mezzo grammo e distribuito a ristoranti, negozi e sostenitori. Sulla confezione, una piccola frase racconta la filosofia del progetto:
“Coltivare il nostro zafferano in modo naturale e senza l’ausilio di mezzi meccanici ci costa molta fatica, ma lo facciamo con piacere per ottenere un prodotto sano e di qualità.” Paolo Lorenzelli, definito dagli amici del gruppo “il motivatore”, racconta con entusiasmo: «Abbiamo ripreso un progetto affidato anni fa a una cooperativa di giovani, ma mai realizzato. Recuperando piccoli appezzamenti incolti e seguendo i principi della buona agricoltura, siamo riusciti a dare nuova vita a queste terre. È stato un lavoro intenso, tra preparazione del terreno, piantumazione e primo raccolto, ma ne è valsa la pena». Oggi la comunità è aperta a nuovi membri, a patto che i terreni si trovino all’interno del comune di Sassetta. Per valorizzare il progetto, nei pressi delle coltivazioni verranno installati cartelli informativi per i cicloturisti e gli appassionati di trekking, invitandoli a scoprire i campi di zafferano in fiore. Mentre Lo Zaffo si afferma come una realtà di nicchia per la gastronomia di qualità, Sassetta si arricchisce di una produzione sostenibile e orgogliosamente locale. Oltre a far conoscere il suo zafferano, il paese offre consigli e ricette per valorizzarlo al meglio in cucina, ben oltre il classico risotto alla milanese.
Per saperne di più: www.zafferanodisassetta.it