
Sabato 22 marzo 2025 è la volta della seconda tappa del cammino delle terre sospese, fra Lisignago sulla sponda nord della Valle Di Cembra e Segonzano sulla sponda Sud. Appuntamento alle 9:00 alla chiesa centrale di Lisignago ed in poco tempo si arriva al centro amministrativo della valle, quella che era da un punto di vista religioso la Pieve. Oggi la chiesa principale è quella dedicata a San Rocco, ma la più bella è certamente quella di San Pietro, che il 29 giugno di quest’anno festeggerà i 500 anni da una delle consacrazioni. La chiesa è caratterizzata soprattutto da tre ambiti pittorici molto rilevanti: l’abside ad ombrello con le raffigurazioni dei padri della Chiesa, di profeti ed apostoli.
Guardando sulla parete di destra dall’ingresso c’è un pregevole ciclo di pittura rinascimentale che raffigura varie scene della vita di Gesù. Nella parete sinistra invece un giudizio universale di pregevole fattura, dipinto da un allievo di Tiepolo.
Dopo essere passati di fronte alla sede della comunità di valle, all’ufficio turistico raccogliamo un altro timbro sulla credenziale, con la parola identità, uno dei sette valori fondanti del cammino. Prima di prendere la picchiata che porta verso il torrente avisio, passiamo nella zona dove ci sono le infrastrutture pubbliche: scuola, sede della protezione civile, campo sportivo.
Il cammino delle terre sospese ha come propria caratteristica oltre a quella di continuare a passare da una parte all’altra dei versanti della valle per poter ammirare tutti i paesi, anche il fatto di avere in pochi chilometri un notevole dislivello positivo e negativo. La seconda tappa del cammino sono infatti meno di 20 km però decisamente mossi. Scendendo si possono ammirare molte caratteristiche della viticoltura estrema di questa valle, paragonabile ai versanti delle Cinqueterre. Spesso l’asfalto è sostituito da lastre di cemento che devono rendere più semplice la risalita ai mezzi meccanici. In questa parte dell’anno si possono ammirare anche primule e narcisi e si sente il rumore delle ruspe che sistemano nuovi terreni pronti alla coltivazione per la primavera.
Arrivati sull’Avisio ecco la centrale di Pozzolago, un bell’esempio di architettura industriale, una centrale idroelettrica che nel 2025 compie i suoi primi 100 anni di vita. La condotta forzata convoglia l’acqua dei laghi di serraia e piazze sull’Altopiano di pinè e del Rio che scende dalla montagna che divide la Val di Cembra dall’altopiano di pinè. Sono otto i megawatt di potenza installati generati da una turbina.
A piedi si passa dalla destra alla sinistra avisio attraverso il ponte delle formichine, sul quale un po’ si balla ma è molto piacevole la visione dall’alto del torrente. Ora si risale in maniera decisa verso le frazioni di Segonzano. Si può ammirare lo spettacolo delle fioriture primaverili bianche e viola. Non è un caso che a Piazzole di Segonzano il patrono della chiesetta sia San Giobbe, biblicamente famoso per la sua pazienza. Ci vuole tanta pazienza per riuscire a ricavarsi la terra da coltivare in un posto come questo.
Il cammino delle terre sospese è stata inaugurato il 5 ottobre 2024 è un po’ alla volta gli abitanti dei tanti paesi della Val di Cembra stanno mostrando tutta la loro ospitalità a chi cammina sulle tappe del percorso. C’è Vittorio che ti offre il suo bianco preferito oppure la signora che apre casa e il suo bagno a chi ha bisogni impellenti. Dopo il pranzo al sacco si risale ancora arrivando a Sevignano, che per la sua particolare posizione geografica si considera una repubblica autonoma. L’animale predominante è il gufo, che viene ritratto in molti modi diversi. Gli abitanti di Sevignano vengono chiamati beghei, il nome dialettale del gufo proveniente direttamente dalla lingua tedesca. Si narra che questo soprannome sia stato dato perché i ragazzi di Sevignano quando andavano a Pinè a cercare moglie durante le serate danzanti partissero di notte e tornassero di notte anche per non farsi vedere. Fra le opere interessanti esposte c’è un gufo fatto a pixel. I pixel sono costituiti da monetine da un centesimo di euro colorate. A spanne ho visto che il quadro ha una dimensione di 100 x 50, quindi 5000 monetine, quindi il valore è almeno dai €50 in su.
Sono le tre e mezza, non della notte anche se siamo fra i gufi ma del pomeriggio, un po’ piove e un po’ esce il sole, ma questa tappa ci riserva un finale in salita. Per arrivare infatti a Scancio, il capoluogo di Segonzano dove ci sono gli edifici pubblici, ci si inerpica ancora nel bosco per vedere quelle che sono probabilmente il simbolo più conosciuto dell’intera Valle: le piramidi di Segonzano.Ogni anno la geografia si presenta diversa, perché l’erosione continua nel proprio lavoro di formazione di queste torri sovrastate da un masso. E continuano a formarsi delle nuove piramidi. Una festa di piazza ci accoglie al finale di tappa e siamo già pronti per percorrere insieme la terza tappa fra Segonzano e Sover sabato 19 aprile. Sarà il sabato Santo e infatti uno dei primi punti di interesse che troveremo sul nostro cammino sarà il santuario della Madonna dell’Aiuto.