
Si è alzato il sipario sulla mostra di Concetto Tamburello, l’artista di origini siciliane che ritorna nel quartiere di Brera presso lo studio che fu di Piero Manzoni, oggi studio Zecchillo in via Fiori Chiari 16 a Milano. Concetto Tamburello si può definire un artista enigmatico. Oggi l’arte della pittura sembra uscire per puro miracolo dall’Arca di Noè e tutti sono stupiti che, malgrado ciò, si sia salvata da una catastrofe teorica annunciata da parecchio tempo: “l’arte è morta, la bellezza è morta, la tradizione non ha più ragione d’essere”. É vero che il suo modo di creare le sue composizioni è un po’ particolare: non fa riferimento ad un’epoca precisa dell’arte e non si può avvicinare ad una corrente o a un movimento preciso, tuttavia i riferimenti alla tradizione sono numerosi. Non vi sono elementi nei suoi quadri che rimandino ad uno stile definito oppure ad un movimento artistico, antico o moderno, del vecchio o del nuovo continente. Questo gioco visuale ha per obiettivo di offrire all’opera una dignità che trova le sue radici nel passato ma che si esprime grazie a una modalità moderna. C’è una forte tensione tra le meraviglie d’altri tempi e quello che si definisce oggi nella sua mente. L’ambizione è enorme: essere nel presente ma non dimenticare niente di quelli che ci hanno preceduto. Le sue ceramiche, i suoi mosaici, le sue tele non sono molto diverse nella loro concezione. È ovvio che Tamburello non ha scelto di essere definito per la sua sola scrittura plastica: ma ha desiderato ricercare vari modi di esprimersi. C’è coerenza di identità del lavoro pur sempre alla ricerca di altri orizzonti: l’ordine è necessario, ma non come contrappeso del caos, c’è piuttosto la logica del suo cammino che è necessaria, ogni passo che fa lo conduce a delle scoperte e dunque a un cambiamento relativo della sua maniera.
Concetto Tamburello, fuori da ogni corrente e ogni scuola, il cui obiettivo – scrive lo storico e critico d’arte Gérard-Georges Lemaire – è di “offrire all’opera una dignità che trova le sue radici nel passato ma che si esprime grazie a una modalità moderna”.