
A sx il mecenate Antonio Presti, accanto il prof. Paolo Bini
Una nuova opera è stata donata dal mecenate Antonio Presti alla comunità di Librino, che restituisce agli abitanti un futuro differente, partendo proprio dai sogni e dai desideri dei bambini e delle loro famiglie. Dopo la Porta della Bellezza, la maestosa Porta delle Farfalle e le opere di luce “Sognatrice” e “Amare” di Fabrizio Corneli, oggi il Museo si arricchisce di un nuovo battito: “Cromatismo Emozionale”, l’opera dell’artista campano Paolo Bini, che con 34 colonne colorate di 5 metri ciascuna – in lamiera zincata, semicircolari e policrome – disegna un tragitto di luce tra il grigio urbano: un sentiero simbolico che percorre la Montagna Sacra e conduce alla Chiesa della Resurrezione del Signore. Un’opera che non si guarda. Si attraversa. Si ascolta. Si sogna. Un colore per ogni sogno, una colonna per ogni storia: non sono solo strutture verticali, ma semi di futuro, radicati tra i palazzi di Librino, che germogliano in colore, elevano lo sguardo, invocano bellezza.
Ogni colonna potrà essere “adottata” da una famiglia del quartiere (i condomini coinvolti sono: Le Ravennate, Cesame, Amiconi, Risveglio, Sicilia Bella), che sarà chiamata a scrivere una riflessione sul sogno, sulla luce, sulla speranza. Così, come accade sempre quando c’è lo sguardo del maestro Presti, il cemento si colora di umanità, l’arte si fa relazione e la periferia diventa poesia. L’idea di Presti è quella di ridisegnare le aree antistanti le tre Porte, nell’obiettivo di rifunzionalizzare ulteriormente il tessuto urbano, “ricucendo” la distanza tra luoghi differenti. Il colore scelto non è casuale: il blu è il mare e il cielo, l’orizzonte e la profondità, la memoria del Mediterraneo che si scorge da Librino. La nuova opera si inserisce nel progetto della Triennale della Contemporaneità, il passo successivo nella visione del museo MAGMA. Un progetto dinamico – supportato dalla presidenza della Regione Siciliana e dall’assessorato ai beni Culturali- che prevede nuove opere ogni tre anni, in un flusso costante di trasformazione e rigenerazione, per restare sempre attuale, vivo, generativo.