
Miriam Dalmazio in TV è Costanza
Una giovane madre single vive a Messina con la figlia Flora, tra difficoltà quotidiane e precarietà lavorativa. Costanza, infatti, è laureata in medicina e specializzata in paleopatologia, la scienza che studia le malattie antiche e che indaga i segreti nascosti nei resti umani del passato, riportando alla luce vite dimenticate. Tuttavia, non trovando lavoro nel suo campo, si arrangia come rider per una catena di food delivery. Tutto cambia quando vince un assegno di ricerca di un anno presso il prestigioso dipartimento di paleopatologia di Verona: non solo avrà l’occasione di lavorare nel suo campo, ma potrà finalmente ricongiungersi con la sorella minore Antonietta detta Toni che proprio nella città veneta lavora come psicologa e a cui è legatissima, specie dopo la perdita dei genitori. Verona, però, è anche la città in cui vive il padre di Flora, Marco, un rampante architetto all’apice della sua carriera che non ha mai saputo di avere una figlia. Questo è COSTANZA, la serie tv targata Rai1 in onda queste, nata dalla penna della scrittrice Alessia Gazzola con Miriam Dalmazio e Marco Rossetti. Ne abbiamo parlato con lo Sceneggiatore Salvatore Basile
Com’è nata l’idea di “Costanza”?L’idea nasce dalla Rai e dalla Banijai che hanno affidato lo sviluppo del progetto a Fabrizia Midulla, Giorgio Nerone e al sottoscritto. L’intento era, logicamente, proseguire sui successi dei romanzi di Alessia Gazzola con un nuovo personaggio, Costanza, e l’ambientazione a Verona, città storica, affascinante e ancora poco esplorata dalla fiction.
Com’è questa Costanza? È una ragazza madre, laureata in paleopatologia per passione. Siciliana, disoccupata, tanto da essere costretta a lavorare come rider per le consegne a domicilio, finalmente trova un posto come paleopatologa a Verona. Vi si trasferisce insieme a sua figlia Flora, ha la fortuna di avere la sua unica sorella che si è già stabilita lì e può ospitarla. Da qui in poi inizia la sua avventura.
Lei e la medicina? Costanza è un medico del passato. Attraverso i reperti scheletrici che esamina, risale alle malattie o ai traumi subiti dalle persone a cui appartenevano quelle ossa, fino a ricostruirne le vicissitudini, le abitudini e le vite stesse.
Il suo rapporto con l’amore? Costanza si è innamorata, sette anni prima, di Marco, proprio durante un viaggio a Verona in visita a sua sorella. Ha vuto con lui una notte d’amore, poi ha scoperto che Marco era fidanzato. Si è staccata da lui, è tornata a Messina e ha scoperto di essere incinta. Da quel momento si è dedicata a sua figlia, senza avere il tempo per storie d’amore serie. Possiamo dire che ha il cuore “congelato”, ma, nello stesso tempo, pronto a tornare a palpitare, anche se ancora non se ne rende conto. Sarà proprio l’arrivo a Verona a risvegliarla dal torpore.
Da Messina a Verona, cosa cambia per Costanza? Oltre ai soliti problemi di adattamento in una nuova città, Costanza deve farsi carico dell’inserimento di Flora in un nuovo ambiente, oltre a questo, deve dimostrare la sua professionale in un ambiente di lavoro che la mette sotto esame. Ma soprattutto, ora si ritrova a vivere nella stessa città in cui abita Marco, il padre di Flora, che ignora di avere una figlia e sta anche per sposarsi con la stessa fidanzata a cui era legato sette anni prima. Ma non è tutto: Costanza ritrova l’amore proprio nell’ambiente di lavoro, mentre Marco rientra nella sua vita.
La serie tv è tratta dal romanzo di Alessia Gazzola, perchè piace secondo te?Alessia Gazzola è una scrittrice dalla grande vocazione popolare. Riesce a raccontare storie che rispecchiano i tempi, con leggerezza e profondità allo stesso tempo. Inoltre è molto attenta all’universo femminile che rende riconoscibile, con un grande effetto di identificazione nei confronti dei suoi personaggi.
Cosa vorresti arrivasse al pubblico? La determinazione di Costanza, ma anche i suoi dubbi, le sue incertezze, le paure di fronte alle scelte. Insomma tutto il bagaglio di difficoltà che, una volta affrontate, aprono nuovi orizzonti, al di là dei risultati ottenuti. E, come sempre, la speranza è quella di offrire qualche ora piacevole e anche emozionante agli spettatori.
Nuovi progetti? Un nuovo libro che sarà pubblicato da Feltrinelli il prossimo anno, e un paio di nuove fiction che sono in cantiere e alle quali tengo talmente tanto da mantenere un superstizioso riserbo.