
Le sfide dell'agricoltura europea


Assieme a giornalisti di altri 15 paesi europei ho avuto la possibilità di fare un giro esplorativo di realtà agricole e dell’allevamento di tre giorni in Polonia. Un’opportunità data dalla dg Agri della Commissione europea. Fino a giugno 2025 è in corso la presidenza polacca del Consiglio dell’Unione Europea e fra i temi c’è anche quello di vedere come le politiche agricole impattano sulle altre e viceversa. Il 5 giugno si arriverà alla fine degli accordi per l’import di generi alimentari dall’Ucraina. La Polonia è il secondo paese dell’Unione Europea per superficie di seminativi e gli agricoltori del Paese Baltico sono molto preoccupati per quelle che potrebbero essere le conseguenze del percorso di accesso dell’Ucraina all’Unione Europea, soprattutto per la vastità dei terreni agricoli dell’Ucraina e quindi la vicina concorrenza.

Robert Pilat del ministero dell’Agricoltura polacco, un organismo da 9000 dipendenti, ci ha spiegato inoltre come dall’otto all’11 maggio a Poznan si terrà un convegno europeo sull’innovazione in ambito rurale, mentre fra il 15 e il 17 giugno a Varsavia ci sarà un Consiglio Europeo informale tra i ministri dell’agricoltura degli Stati membri. Wanda Chmielewska-Gill, economista del ministero dell’Agricoltura polacco che per tanti anni si è occupata dei pagamenti europei agli agricoltori, sottolinea la difficoltà nel trovare una politica di sostegno ideale per tutte le aziende del Paese. Infatti si passa dai grandi proprietari terrieri al nord ad aziende frammentate nella zona a sud della Polonia che era all’interno dell’impero austro-ungarico.
Attraverso una distesa di terreni nei quali vengono coltivati i cereali e prati abbiamo raggiunto la sede della cooperativa Mlekpol a Mragowo. Una cooperativa con 12 siti produttivi, 8mila conferitori e 2,1 miliardi di litri di latte prodotti annualmente. Si tratta del 17% dell’intera produzione polacca di latte e nel sito di Mragowo abbiamo visitato anche uno dei più grandi stabilimenti d’Europa di produzione di latte in polvere, che viene esportato anche in Vietnam e Giappone.
Il presidente Tadeusz Mroczkowski è alla guida delle ventuno persone elette nel direttivo e sottolinea come la cooperativa riesca a garantire ai conferitori un prezzo superiore rispetto alla media polacca. La remunerazione è in media di 0,65 euro a litro. Da Mragowo i prodotti vanno in 100 paesi del mondo.

Come accade per tante aziende zootecniche l’investimento in innovazione finanziato dai fondi europei è quello di cogenerazione grazie agli scarti di lavorazione. Mlekpol ha un impianto di cogenerazione a Grajevo che in un anno riesce a produrre 1,2 megawatt di elettricità e 1,3 megawatt di calore. La cooperativa riesce ad ottenere un surplus energetico di 3500 megawatt annui che vengono inseriti nella rete come energia verde.
Le aziende associate a Mlekpol hanno in media 60 capi e 200.000 litri annui di conferimento. Il numero delle grandi aziende sta crescendo e 1085 grandi aziende conferiscono il 25% del totale. Per quanto riguarda il settore lattiero caseario l’export verso il sud America, quindi i paesi associati nell’Unione commerciale del Mercosur, non è così rilevante. Ma questa tipologia di accordo può diventare problematica per le aziende che allevano pollame o che sono all’interno della produzione di carne bovina.

Abbiamo potuto visitare l’azienda di Marek Czaplinski, che conta 190 capi adulti e 100 vitelli, soltanto girando in autobus, perché una delle grosse preoccupazioni attuali degli allevatori polacchi è quella dell’afta epizootica e quindi per ragioni di maggiore sicurezza non abbiamo potuto girare nelle stalle. Dovessero infatti essere accertati dei casi la misura di risposta sarebbe il blocco all’export, che rappresenta il 30% per gli allevatori polacchi. Per ora sono stati accertati dei casi in Ungheria e Slovacchia, quindi l’attenzione e la precauzione sono massime. Czaplinski ha cominciato la sua azienda con nove vacche nel 1984 e un po’ alla volta sta passando l’azienda al figlio Pawel. Gli ettari sono diventati novanta e il figlio ha cominciato anche una sezione dell’azienda bio che si occupa di vendita di piante.
La gestione agronomica è molto efficiente perché il primo sfalcio dei terreni va ad alimentare gli animali, il secondo serve per raccogliere i semi, il terzo per seccare le fibre.